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Il recente Studio n. 101-2018/I pubblicato dal Consiglio Nazionale del Notariato fornisce una interessante e completa disamina dei principali effetti prodotti sul diritto societario delle società a responsabilità limitatache si qualificano come “piccole e medie imprese” (PMI) per effetto del susseguirsi, a breve distanza uno dall’altro, di due interventi normativi, ovvero:

  • il D.L. 50/2017: l’articolo 57 ha apportato modifiche all’articolo 26 D.L. 179/2012 con l’effetto di introdurre alcune deroghe al diritto societario che erano precedentemente consentite solo alle “start upinnovative”;
  • il D.Lgs. 129/2017: l’articolo 4 ha riformulato l’articolo 100-ter D.Lgs. 58/1998 (“TUF”) con l’effetto, fra l’altro, di estendere alle SRL PMI alcune deroghe al regime di circolazione delle quote e di estendere il regime di loro dematerializzazione che era precedentemente consentito solo alle “start up innovative”.

Nessuna aspettativa di deroghe o proroghe per l'operatività del GDPR, ma permangono incertezze per aziende pubbliche e private su aspetti in cui il Regolamento rimanda alle normative nazionali. Ancora atteso in Italia un nuovo decreto legislativo di adeguamento alle regole UE, ma dal 25 maggio scatteranno comunque le sanzioni, mentre gli interessati potranno esercitare e far valere più estesi diritti. Sei i principali punti fermi messi a fuoco nell'ultima circolare di Federprivacy sulle questioni di diritto transitorio.

L'Italia potrebbe essere una delle nazioni più colpite dalle riforme commerciali del presidente americano, in particolare nel settore siderurgico e nell'automotive.

 

Se l’Unione Europea non otterrà un’esenzione, l’Italia, che insieme alla Germania è uno dei massimi produttori di acciaio e alluminio del Vecchio Continente, potrebbe essere fra le nazioni più colpite dalle barricate doganali che il presidente Donald Trump ha posto sull’importazione dei due metalli.

Fa sapere Federacciaio che gli imprenditori italiani dovrebbero dire addio a 653 milioni di dollari di materiale, attualmente esportato verso gli Stati Uniti, 
e l’esigenza di trovare un compratore per ben 505 mila tonnellate di acciaio e alluminio. Infatti, nel piani di Trump, i dazi dovrebbero entrare in vigore entro la fine di marzo e comporterebbero una tassa del 25 per cento sull’import di acciaio e del 10 per cento sulle importazioni di alluminio, rendendo quindi insostenibile l’acquisto di materiale proveniente dall’Italia da parte degli imprenditori americani.

I battenti saranno serrati a fine mese. Ma lo studio ribadisce che «continuerà a chiedere giustizia»

 

Un danno alla reputazione può costare la fine per uno studio legale. Così, a quasi due anni dall'avvio dell'inchiesta Panama Papers, l'insegna al centro dello scandalo chiude i battenti. Ad annunciarlo un comunicato ufficiale diffuso dallo stesso Mossak Fonseca. «Il deterioramento della reputazione, la campagna mediatica, l'assedio finanziario e le azioni irregolari di alcune autorità panamensi hanno causato danni irreparabili, la cui conseguenza obbligatoria è la totale cessazione delle operazioni al pubblico». Così la law firm annuncia la chiusura dei suoi uffici, che avverrà alla fine del mese. Pur ribadendo che «continuerà a chiedere giustizia» e che collaborerà con le autorità per «dimostrare che nessun crimine è stato commesso».

L’autorizzazione Aeo sarà a breve rilevante anche ai fini Iva. Kpmg ne discute con aziende e istituzioni

Le recenti evoluzioni della disciplina del commercio internazionale aprono nuove tematiche per le aziende e avviano una nuova stagione di rapporti con l’amministrazione. Protagonista di questo nuovo corso è l’autorizzazione Aeo (operatore economico autorizzato) che, a breve rilevante anche ai fini Iva per effetto di una proposta europea, consente di qualificare l’impresa come soggetto fidato ed offre la possibilità di gestire in sicurezza profili complessi del rapporto con le Autorità fiscali di Stato membro. Il tema è stato approfondito durante l’incontro “Le nuove prospettive del commercio internazionale tra pianificazione e compliance”, organizzato in due appuntamenti a Milano e Roma da Studio Associato Kpmg. Ne hanno discusso: Massimo Fabio, partner responsabile Global Trade & Customs di Studio Associato (Kpmg); Elisa Zona, customs manager di Prada; Giovanni Mosca, capo ufficio Aeo dell’Agenzia delle Dogane; Francesco Spaziante, Divisione contribuenti, Settore internazionale.

Sconcertante: è questo l’aggettivo utilizzato da Andrea Lupi, Procuratore della Corte dei Conti del Lazio, nella relazione presentata in occasione della recente inaugurazione dell’Anno Giudiziario, a proposito del «comportamento della banca estera e dei dirigenti dello Stato per operazioni in derivati».

La banca estera è la Morgan Stanley e i dirigenti appartengono al Ministero dell’Economia. «Nel 2017 – spiega il Procuratore Lupi – sono state portate a compimento importanti inchieste e sono stati emessi atti di citazione con cui sono stati richiesti risarcimenti miliardari. La Procura regionale ha notificato una citazione in giudizio nei confronti della banca internazionale Morgan Stanley e di alcuni alti dirigenti del Ministero dell’Economia, per un danno alle pubbliche finanze pari nel complesso a circa 4 miliardi di euro».

Preferirebbe non parlare di numeri, per una volta, Brunello Cucinelli. O almeno, non di quelli di bilancio. Nel giorno della presentazione della collezione donna per l’autunno-inverno 2018-19, il fondatore dell’azienda nata in Umbria 40 anni fa e quotata a Milano da quasi sei, cita altre cifre. «Per creare una delle maglie della prossima stagione fredda ci vogliono oltre 30 ore di lavoro manuale e non possono esserci capi identici – racconta –. I velluti visti in gennaio per l’uomo ci sono anche nella donna, cento righe o lisci, e tornano su borse piccole e grandi e persino sulle sneaker».

La Corte di Cassazione ritiene tutelabile l’opera di design in sé a prescindere da una registrazione di privativa industriale.

La Suprema Corte in sede penale, in una sentenza depositata il 22 gennaio 2018,  ha ritenuto integrato il reato di cui all’art 517 del codice penale in relazione alla riproduzione non autorizzata  di opere di design che, al di là di qualsiasi registrazione afferente la privativa industriale, siano comunque protette, per il semplice fatto della creazione, dall’ art. 2, n. 10, legge n. 633 del 1941 ( legge sul diritto d’autore)

Approvata la Web Tax con applicazione dell’aliquota al 3% che graverà gli introiti delle Bigdel Digital: a partire dall’anno 2019 la nuova tassa sulle attività digitali e dematerializzate prenderà il via definitivamente.

Si tratta di una proposta approvata dal senatore del Partito democratico Massimo Mucchetti e colpirà le transazioni digitali con un livello di tassazione del 3%, ma non riguarderà il mondo delle piccole imprese e delle aziende agricole e neppure le transazioni commerciali concluse dai cyber utenti dell’E-Commerce.

Si tratta di una nuova misura fiscale che dovrebbe portare nella cassa dello Stato circa 114 milioni di euro.

In questa guida cerchiamo di capire meglio come funziona la Web Tax e quali saranno i soggetti interessati dall’applicazione della tassa sulle attività Digital.

La riforma della disciplina del fallimento definitivamente approvata l'11 ottobre 2017 e ancora in attesa di pubblicazione sulla G.U., con l'art. 1 delega il Governo, ad adottare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi volti a riformare l’attuale disciplina della crisi dell’impresa e dell’insolvenza.
Una delle novità di maggior rilevo è contenuta all’art. 4 del DDL rubricato “Procedure di allerta e di composizione assistita della crisi”.